Premessa


Gli interventi psicologici a carattere sanitario sono un formidabile strumento di tutela del benessere psichico, fisico e sociale messo a disposizione delle persone dalle professioni e dalle scienze psicologiche. Nello specifico la valenza curativa della psicoterapia è stata recentemente ribadita dal Sistema Sanitario Nazionale che ha inteso favorirne l’accesso inserendola nei Livelli Essenziali di Assistenza. Tuttavia, il ricorso alla psicoterapia necessita di peculiari condizioni di impiego che garantiscano gli interessi del paziente, favoriscano l’efficacia dell’intervento e ne limitino gli effetti iatrogeni. Tali condizioni sono fondamentalmente rinvenibili nelle teorie e tecniche di riferimento dei vari orientamenti psicoterapici.

Le separazioni conflittuali rappresentano un fenomeno molto dannoso per la salute psicofisica sia dei genitori che dei figli minorenni e non di rado generano difficoltà relazionali tra figlio e genitori con conseguenze a distanza anche gravi, in primis per i figli, costituendo una condizione di stress cronico. Pertanto si rendono necessarie valutazioni psicoforensi e modelli di intervento tempestivi ed efficaci, tali da consentire il rispetto delle decisioni dei tribunali e la tutela dei diritti dei soggetti coinvolti, attraverso un coordinamento tra autorità giudiziaria ed agenzie sociali e sociosanitarie, prevenendo così il consolidamento di situazioni pregiudizievoli per i minori coinvolti sino a configurarsi un vero e proprio problema di salute pubblica.

Il problema oggi posto all’attenzione è quello dei suicidi dei giovani che praticano il “gioco” Blue Whale. In realtà, Blue Whale o non Blue Whale, avevo già posto attenzione al fenomeno preoccupante del suicidio tra i giovani così come evidenziato anche dalla rassegna dei casi USA dal 1999 al 2014. La questione non è verificare l’aderenza o meno ad un gioco virtuale ma agire studiando le dinamiche che portano al suicidio giovanile come seconda causa di morte in Italia tra i giovani dai 15 ai 29 anni (si vedano anche dati ISTAT) con pratiche che, nell’era digitalizzata si chiamano Blue Whale, in passato Chocking game, Blackout game o Aspyxial games (si veda articolo allegato Andrew & Fallon, 2007). Secondo lo Youth Suicide Prevention Program deve essere chiaro che la maggior parte dei giovani che agiscono il suicidio in realtà non vogliono morire ma, di contro, desiderano che la loro sofferenza finisca.

Tratto da Panorama di Nadia Francalacci

 

Disagio giovanile o "solo" voglia di provare qualcosa di “proibito”, di “estremo”? Nelle ultime due settimane il Tribunale dei Minori ha ricevuto più di una decina di segnalazioni, dalla città di Milano ma anche dalle province lombarde, di casi relativi al macabro gioco Blue Whale.

Alcuni sembrerebbero falsi allarmi. Su tre o quattro casi, invece, gli investigatori stanno seriamente indagando. E le conferme arrivano direttamente dagli ambienti giudiziari milanesi.

Ma la agghiacciante moda del Blue Whale potrebbe essere classificata come una delle forme più raffinate ed estreme di cyberbullismo. E proprio come negli abusi attraverso il web, le vittime sono i ragazzi più fragili.

Domenica 14 Maggio presso la Galleria Borghese del Comune di Mentana si è svolta l’iniziativa  promossa dal comitato Quindicimaggio in tema di alienazione genitoriale.

Ringraziando ancora una volta gli organizzatori per il Loro gentile invito, propongo la presentazione del mio intervento dal titolo: L’importanza della bigenitorialità e della tempestività degli interventi di tutela nel conflitto genitoriale.

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About

Sara Pezzuolo, psicologa giuridica, criminologa, psicodiagnosta forense. Autrice di testi in scienze forensi. Opera su tutto il territorio nazionale. Responsabile Psicologia Giuridica gruppo di ricerca Scienze Medico Legali Sociali e Forensi. Responsabile scientifico nazionale ANFI e socia della Società di Psicologia Giuridica. Autrice di numerose pubblicazioni e contributi scientifici, docente a master, collabora nello svolgimento di consulenze e perizie con avvocati.

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